La Polinesia in catamarano con Donnavventura

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Una collaborazione ormai decennale quella che lega Equinoxe Yachts e Donnavventura. Tra le diverse “imprese” compiute insieme alle ragazze del team, una delle più riuscite è stata l’esperienza della Polinesia in catamarano, a bordo di un Moorings 4800. Vi raccontiamo le emozioni provate dal gruppo proprio con le parole di Michela e Paola che, da buone veliste, hanno scritto un Diario di Bordo.

Polinesia in catamarano: il video di Donnavventura andato in onda su Rete4

Giorno 1 – Da Papeete a Raiatea: Pronti, partenza, via!
La sveglia suona prestissimo per le Donnavventura, alle 4.30 precise. Destinazione: aeroporto di Papeete, dove ci attende un volo per Raiatea. Siamo pronte per visitare la Polinesia in catamarano. Ed eccoci, finalmente, sulla seconda isola della Polinesia Francese in termini di dimensione e d’importanza; il suo paesaggio è dominato da montagne alte e scoscese e dalla laguna, circondata dalla barriera corallina. La combinazione lascia senza fiato ed è in grado di far dimenticare la mancanza di lunghe distese sabbiose.
Lasciato l’aeroporto, ci dirigiamo verso il marina, dove ci aspettano Laurent, lo skipper, e Bessie, il catamarano di 48 piedi, dotato di sei cabine, ognuna con bagno privato. Anche quest’anno Donnavventura ha deciso di avvalersi della collaborazione di Moorings ed Equinoxe Yachts. Carichiamo i bagagli sull’imbarcazione e a coppie ci sistemiamo nelle cabine. La vita in barca è bella e avventurosa, ma anche particolare: sappiamo che gli spazi sono ristretti – anche se il comfort certamente non manca – e che dobbiamo quindi essere super ordinate e organizzate, nonché usare poca acqua per lavare i piatti e per fare la doccia.
Subito dobbiamo pensare alla cambusa per poter affrontare al meglio la Polinesia in catamarano: ci dirigiamo nel centro di Uturoa, in un piccolo supermercato locale per comprare l’occorrente per questi cinque giorni di mare: latte, cereali, frutta fresca, pane, verdure, tonno. Dopo aver sistemato i rifornimenti, siamo pronte a salpare in direzione di Taha’a. Purtroppo il tempo non promette bene: nuvoloni all’orizzonte preannunciano pioggia, ma niente spaventa il team!
Il catamarano si dirige verso nord, puntando su Taha’a, un vero e proprio rifugio dalla confusione del mondo. In lontananza si avvistano già i motu sabbiosi e il profilo di Bora Bora. Taha’a è soprannominata “isola della vaniglia” perché produce i tre quarti del totale della vaniglia dell’intera Polinesia Francese; qui i coltivatori eseguono il lavoro di impollinazione a mano, poiché mancano gli insetti che se ne occupano in natura. Si dice, inoltre, che questa sia la vaniglia più buona al mondo.
Per l’ora di pranzo Vale e Paola preparano per il resto del gruppo una frittata, da accompagnare a tonno fresco, appena scottato, e a un’insalata verde. Più tardi ripartiamo, ma il tempo non è dei migliori: le nuvole cariche di pioggia si alternano a momenti di tregua. Il catamarano si ferma nei pressi di Taha’a e diamo fondo in previsione della nottata. Verso le 19.00 Ana prepara per il gruppo il piatto speciale di Donnavventura: spaghetti alla chitarra con bottarga e zafferano. (Michela)

Giorno 2 – Da Raiatea a Raiatea: Prove di avvicinamento
Il dolce movimento del mare accompagna il risveglio delle Donnavventura e, cullate dalle onde, iniziamo il nostro secondo giorno alla scoperta della Polinesia in catamarano. Ana e Paola, le più mattutine, hanno già preparato il tavolo per la colazione, nella dinette esterna: yogurt, cereali e tisana per iniziare al meglio la giornata.
Purtroppo la pioggia accompagna anche questa giornata. Ana, aiutata dallo skipper Laurent, avvia il motore e ci avviciniamo all’isola di Taha’a e al “giardino dei coralli”, la zona tra i motu dove l’acqua è molto bassa e dove si può camminare ammirando la bellezza dei coralli. Una volta raggiunta la posizione, saliamo a bordo del tender e andiamo in esplorazione delle isolette coperte da palme e vegetazione rigogliosa: un quadro molto suggestivo, totalmente selvaggio e disabitato. Ogni tanto si scorge qualche pescatore in piroga, che con un gran sorriso saluta le ragazze. Più tardi facciamo ritorno sul catamarano, che riparte. Ana aiuta Laurent a salpare per tornare a Raiatea. Michi, aiutata dallo skipper, prova a portare l’imbarcazione verso sud e il team si rilassa prendendo quel poco sole che ogni tanto spunta, timido, e scattando fotografie. Verso le cinque, prima del tramonto, attracchiamo al marina di Uturoa da cui siamo partite: passeremo qui la seconda notte, in un punto più riparato in caso di temporale. (Michela)

Giorno 3 – Raiatea: Incontri con i locali
Anche questa mattina il cielo è grigio sopra Raiatea, ma la sveglia suona alle 07.00 precise. Il capo spedizione Ana, munita di carta nautica, mostra al resto delle Donnavventura la rotta da seguire, verso nord, in direzione delle isole sottovento. Michela, bollettino meteo alla mano, osserva però che il tempo non promette nulla di buono, ma non ci lasciamo abbattere durante questa spedizione nella Polinesia in catamarano. Abbiamo sempre con noi l’attrezzatura necessaria a documentare questo piccolo pezzo di paradiso, dalle camere scafandrate per le immagini subacquee, fino al drone per quelle aeree. Decidiamo di non muoverci, attendendo il bel tempo, e di esplorare l’Isola di Raiatea. Le casette sull’isola, che sono rade e molte realizzate in lamiera, ospitano polinesiani che coltivano la terra curano alberi da frutta (cocotier, banani, avocadi, pompelmi, aranci) e allevano polli e maiali, anche se è il pesce alla base dell’alimentazione polinesiana. Cogliamo l’occasione per fermarci in una scuola elementare a Opoa, dove veniamo accolte a braccia aperte dai bimbi che scherzano con noi, incuriositi. Proseguendo, giungiamo al marae Taputapuatea – il più importante tempio polinesiano datato XVII secolo e dedicato a ‘Oro, il dio della guerra – di cui sono visibili ancora i resti ben conservati.
Lungo il tragitto di ritorno, la giovane del gruppo, Paola, si ferma a comprare qualche banana, che qui sono fresche e dolci, e ci imbattiamo in un piccolo mercatino di artigianato locale. Le bancarelle vendono di tutto, ma la nostra attenzione è catturata dagli artigiani della paglia, che intrecciano con grande pazienza per creare cappelli, collane, macramè, ventagli e borse. Le ghirlande intrecciate, da porre sul capo, sono le nostre preferite: ne indossiamo un paio e scattiamo fotografie con gli abitanti del luogo, incuriositi a loro volta dal nostro team. Salutati tutti, ripartiamo per dirigerci verso casa, o meglio, il catamarano che ci ospita in questi giorni, per terminare il lavoro di post-produzione e preparare la cena. (Michela)

Giorno 4 – Da Raiatea a Raiatea: Alla scoperta del giardino dei coralli
Ci svegliamo tutte di buonora sapendo che oggi è un giorno speciale: è il compleanno di Vale!
Per l’occasione sembra che anche il tempo abbia deciso di farle un regalo: infatti, già di prima mattina, il sole splende nel cielo e il mare si schiarisce colorandosi di celeste. Lasciamo presto, quindi, il marina per inoltrarci in oceano aperto. Prima tappa: il giardino dei coralli. Durante questa navigazione alla scoperta della Polinesia in catamarano, intravediamo Miri Miri, un’isoletta deserta e ricca di palme e subito dopo alcuni amici inaspettati: delfini che sguazzano tra le onde. Dopo mezz’ora arriviamo a destinazione; Michela e Paola preparano pinne e maschere, mentre Vale si occupa di predisporre le macchine fotografiche. Una volta sistemate le attrezzature, saliamo tutte sul tender per avvicinarci ai coralli. Il giardino si trova proprio tra due isolette selvagge e incolte; il panorama è da film con mare limpido e vento che soffia leggero. Ci tuffiamo e comincia lo snorkeling: i coralli hanno tutti colori accesi e si scorgono diverse varietà di animali marini, dalle manta ray ai pesci pappagallo, fino agli onnipresenti squali pinna nera. Finita l’esplorazione, torniamo sul catamarano per preparare un buon pranzo e poi ripartire. A bordo dedichiamo il pomeriggio al lavoro ai computer: scarichiamo foto e video, scriviamo il diario di bordo. La serata scorre tranquilla: andiamo a letto presto perché domani sarà un’altra giornata di perlustrazione e purtroppo l’ultimo giorno di questa esperienza nella Polinesia in catamarano. (Paola)

Giorno 5 – Da Raiatea a Raiatea: Fare scorta di azzurri per il rientro
Sveglia alle 7.00 del mattino: le isole della Polinesia Francese aspettano solo di essere esplorate. Piene di energia, prepariamo la colazione onboard e il catamarano è pronto a salpare nuovamente. Iniziamo la giornata con un po’ di attività fisica per rimanere in forma, poi il capo spedizione Ana va al timone e navighiamo in prossimità di motu suggestivi, tra cui Waini e La Pirogue. Insieme decidiamo di andare con il tender a esplorare Tau Tau, un’isoletta tempestata da palme che ondeggiano con la brezza marina e che ospita una sola famiglia di local. Angelo, con cui facciamo conoscenza, è il capo famiglia e fa il pescatore: è nato qui e vive in questa realtà pescando e vendendo a Taha’a il proprio pesce. Salutiamo la famiglia e ritorniamo in direzione del canale, una piscina naturale che separa i motu e in cui ci rinfreschiamo dal sole caldo della Polinesia Francese, prima di far ritorno verso il catamarano e salpare nuovamente. Procedendo verso sud, avvistiamo una casetta particolare, una palafitta in legno utilizzata dai coltivatori delle famose perle nere che qui sono il volano dell’economia polinesiana. In lontananza si inizia a intravedere l’inconfondibile profilo di Bora Bora e il suo giardino dei coralli, che raggiungiamo in tender per un’altra immersione. Il giardino è profondo poco più di un metro e mezzo e, nonostante il surriscaldamento globale lo abbia messo a dura prova, ha una flora e una fauna subacquea unica: spugne, coralli fioriti, pesci tropicali.
La Polinesia Francese è la meta dei sogni di molti italiani sia per il viaggio di nozze nei bellissimi resort su palafitte a pelo d’acqua che regalano un’atmosfera magica, sia per vacanze con amici, a bordo magari di un catamarano come quelli proposti da Equinoxe Yachts. È un vero e proprio pezzo di paradiso lontano: abbiamo impiegato due giorni per raggiungerlo, spingendoci nell’emisfero sud, ma la fatica è stata pienamente ricompensata.
Verso sera, con il calare del sole e il tramonto all’orizzonte, ritorniamo verso il marina di Uturoa, da dove il primo giorno siamo salpate e dove trascorreremo l’ultima notte, cullate dalle onde e dal suono del Pacifico. Il modo migliore per concludere questa nostra avventura nella Polinesia in catamarano(Michela)

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