Una crociera nel Mediterraneo occidentale dal sapore d’antan

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Fare una crociera nel Mediterraneo occidentale dal sapore d’antan su un superyacht dal sapore d’altri tempi, che alterna charter a cinque stelle a regate d’epoca, è un’esperienza unica per chi ama il mare e la vela. Permette, inoltre, di vivere una navigazione con ritmi lenti, lontani dalla frenesia moderna, ma senza rinunciare a comodità e prestazioni inaspettate.

Emozioni che si possono vivere su Whitefin, bellissima barca classica che evoca un veliero d’antan e che oggi figura fra le superstar dell’estate a vela di Equinoxe Yachts. Questo superyacht 28 metri fuori tutto è la prova di come Equinoxe Yachts possa offrire la soluzione migliore per chi cerca questo tipo di vacanza, così come racconta il suo comandante Andrea Milan, che con passione accompagna i propri ospiti in questa crociera nel Mediterraneo occidentale.

 

Navigare su Whitefin fa riscoprire il fascino dello yachting di una volta. Avrete, quindi, una clientela sicuramente particolare. Qual è il cliente tipo che preferisce questo genere di navigazione?

La vela attrae da sempre gli amanti del mare e in genere della natura. Sono persone che sanno apprezzare il fascino di una veleggiata, che si entusiasmano quando la barca raggiunge velocità elevate, quando si sbanda sotto raffica o quando, sotto il riflesso della luna piena, si veleggia nel silenzio. Whitefin offre generosamente tutte queste emozioni ai propri ospiti. Chi le assaggia una volta in genere torna quasi per attrazione fatale. Questa barca, poi, offre performance veliche davvero straordinarie, come dimostrano le molte regate vinte.

Qual è la storia di Whitefin e come è arrivato al mondo del charter di lusso?

Whitefin è stata una famosa barca armatoriale. Fu costruita nel Maine, Negli Stati Uniti, e varata nel 1983. Rimase in America per circa un decennio, poi approdò in Europa. Prima in Spagna e poi in Italia. Nel 2015 viene acquistata da Joy Charter, società Italiana che ha intravisto le straordinarie potenzialità di questo meraviglioso veliero nel mondo del Luxury Charter. Whitefin, infatti, coniuga perfettamente performance veliche e comfort degli interni. Ha quattro cabine doppie per gli ospiti e un salone con caminetto e pianoforte.

Fate crociere nel Mediterraneo occidentale e non solo, ma anche regate d’epoca. Come è articolata la stagione 2017? Ma soprattutto, si può partecipare, e come, a una regata con voi?

Questa stagione è particolarmente variegata. Inizia con un charter in Costiera Amalfitana, poi all’Elba quindi in Sicilia e Malta. Poi si passa nel Mediterraneo orientale con la Grecia Ionica per poi si risale l’Adriatico e navigare in Croazia, un luogo spettacolare per le vacanze: mare quasi sempre calmo senza onda di risacca (molto fastidiosa per il comfort di bordo), brezze tutti i giorni di 8-12 nodi (perfetto per veleggiare a 10 nodi e oltre) e un’infinità di approdi, baie spiaggette e paesini incantevoli. È sicuramente il mare che conosco meglio e che mi piace di più. Poi la stagione prosegue ancora verso la Grecia, quindi la Sardegna e infine la Costa Azzurra. Qui in settembre parteciperemo alle regate d’epoca, quali le Vele d’epoca d’Imperia, le Régates Royales di Cannes e le Voiles de Saint-Tropez. Whitefin partecipa a queste regate nella classe Spirit of Tradition, ovvero barche con linee classiche, ma di recente realizzazione. In questa classe è imbattibile. Vi sono molti ospiti che si appassionano alle regate e che ci chiedono di poter partecipare come spettatori a bordo o con un ruolo alle manovre: dopo un training di un paio di giorni, sono pronti per partecipare attivamente all’emozione di una regata. Il contesto di queste regate è sempre molto coinvolgente. Breefing, cene, premiazioni e feste tutti i giorni e, se poi abbiamo la bravura e la fortuna di vincere…, la gloria!

Quanto al Mediterraneo orientale, in Croazia quali rotte seguirete e quali le tappe salienti?

La Croazia è spettacolare: offre un arcipelago navigabile di circa 3000 isole disposte in modo da poter scegliere se navigare in mare aperto o protetti da una catena longitudinale di isole vicine tra loro, così da poter navigare in mare tranquillo anche con vento forte. Le mete sono innumerevoli, ma tra tutte io amo molto la parte alta della Croazia, con le isole di Lussino, Silba, Ulbo e l’arcipelago delle Incoronate. Luoghi magici dove il mare è blu limpidissimo, costellato di baie e spiagge di sabbia bianca, e dove si incontrano borghi incantevoli in cui scendere a terra e mangiare pescato freschissimo. Vi sono anche splendide città, come Zara, Sebenico e, più a sud, Spalato e Dubrovnik, ricche di storia e di attrazioni. Quest’estate Whitefin è impegnato con un charter all’inizio di agosto nella parte più a sud, poi navigheremo più a nord per scendere da Lussino fino alla Grecia, costeggiando anche l’Albania.

Il fascino di un veliero d’epoca come Whitefin si apprezza in navigazione: quali sono le sue performance a vela? Che capacità di spostamento ha?

Bisogna sottolineare che le performance veliche di Whitefin non sono quelle di una barca d’epoca, ma di un megasailer moderno. La sua carena, infatti, è piatta come le barche moderne, con bulbo in piombo con le alette: tutto ciò le garantisce un passo decisamente invidiabile. Traducendo in nodi, si può dire che Whitefin ha la stessa velocità del vento, fino a 12-13 nodi e spesso tocca i 16 nodi. È uno spettacolo specie quando apriamo il gennaker bianco e celeste di 500 metri quadrati. La bolina è il suo forte: bolinare a 10 nodi è normale e, a queste velocità, un trasferimento giornaliero di 50 miglia rappresenta una tappa normale. Trasferimenti diurni di 80–100 miglia sono fattibili senza affaticare gli ospiti. Se il vento cala sotto i 5 nodi, accendiamo il motore e manteniamo una velocità di crociera di 8 nodi in tutto relax. Quando la meta è lontana navighiamo anche di notte e copriamo mediamente 200 miglia in 24 ore.

Gli interni di Whitefin sono davvero accoglienti, non capita tutti i giorni di avere a disposizione un pianoforte, cabina armatoriale con bagno padronale e vasca e un servizio a bordo di prim’ordine.

Il layout degli interni parla da sé: quattro cabine doppie per gli ospiti e due – sempre doppie – per l’equipaggio, un salone molto accogliente e una cucina enorme degna di un hotel. Ma la cosa straordinaria sono le finiture. Non si trovano facilmente barche con interni così curati nei minimi dettagli. Tutto è rifinito con legno massello, lavorato da esperti ebanisti.

Oltre a fare charter di lusso, Whitefin è richiesta anche per team building, servizi fotografici ed eventi. Come funziona questa parte della vita di questo superyacht?

Specialmente durante le regate, abbiamo gruppi di manager o di clienti importanti di aziende che trovano coesione e affiatamento proprio nel lavorare insieme sul ponte di Whitefin, con lo scopo comune di vincere la regata. Abbiamo avuto a bordo l’organizzazione di Vendita Europa di Porsche, il personale di società finanziarie e di gestione del credito. Si sono sempre divertiti molto e noi con loro. In altre occasioni Whitefin è stato anche il “set” per shooting fotografici.

Servizio a bordo, chef e menu gourmet sono atout a cui anche chi sale per la prima volta a bordo guarda con attenzione. Come è composto il vostro equipaggio e quali sono le specialità del vostro chef?

L’equipaggio di Whitefin è composto da un team di quattro persone: il comandante, due marinai/steward e una chef professionista. Tutto il team, chef compresa, si alterna in coperta, durante la navigazione, al customer care, occupandosi di servizio in tavola, pulizia e riordino delle cabine e degli interni. Il nostro equipaggio è accuratamente selezionato e tutti parlano almeno due lingue.

Esiste un aneddoto o una storia particolare legata alla vita di bordo di Whitefin che ricorda con piacere?

Ricordo con simpatia e orgoglio la vacanza in costiera amalfitana di una numerosa famiglia del Lussemburgo: tra gli ospiti c’era anche la suocera 74enne del capofamiglia che ha gestito al meglio ogni momento della navigazione su questo superyacht. E a proposito di ospiti particolari, il record di anzianità a bordo l’ho avuto questa primavera alla Vela Cup di Santa Margherita Ligure, quando ho ospitato una signora di 83 anni che seguiva perfettamente i ritmi dell’equipaggio, passando da una fiancata all’altra per bilanciare lo sbandamento con il proprio peso.



 

Ci regala una recensione di un vostro ospite che le ha fatto particolarmente piacere ricevere?

Ne ho moltissime e tutte molto positive. Questa è l’ultima che ho ricevuto:
“Dear Andrea and Crew,
We are back in the US and still talk about the wonderful experiences we had aboard the Whitefin. Being first time charter guests, and especially on a sailing yacht, we had no idea what to expect. It was one of the best vacations we ever had and provided us endless quality family time. You and the entire crew were so hospitable, kind , knowledgeable and patient with our family. Your knowledge of the area and the secret gems we should see, helped us gain a true understanding for what the Amalfi coast has to offer.
The Whitefin, itself, what can I say? It is a beautiful classic yacht that is easy to appreciate and love. Your meticulous care of her is obvious as the boat shines and stands out among all others. We were proud to be aboard and look forward to another charter (Croatia?) next year! Arrivederci!”
(Lisa, Andrew, Logan and Austin Ramos – June 2017 from the US)

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