In barca a vela alle Eolie con Kaskazi Four

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È uno degli arcipelaghi del Mediterraneo più ambiti per l’estate, eppure c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e qualche caletta nascosta da vivere in solitudine. Basta affidarsi al comandante giusto. Come Francesco Rinauro, skipper del catamarano Kaskazi Four, che Equinoxe Yachts propone per una vacanza in barca a vela alle Eolie fuori dai soliti schemi.

“Il clima è temperato, l’aria dolcissima, l’isola fertile, il tempio assai più bello di quanto se ne dica”, parola di William Shakespeare. E non è l’unico estimatore illustre della Sicilia e dei suoi arcipelagi. Omero ne scrive nella sua Odissea, Jules Verne ha scelto Stromboli per ambientare la fine del suo libro Viaggio al centro della terra, mentre Roberto Rossellini vi ha girato il film Stromboli (Terra di Dio), con Ingrid Bergman, diventato un classico del neorealismo italiano. Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli, Salina, Filicudi, Alicudi: sette isole magiche da visitare almeno una volta nella vita, anche se poi decidere di tornarvi sarà un attimo. E, per farlo, una vacanza in barca a vela alle Eolie è la soluzione migliore.
Tra le varie tipologie di imbarcazioni la più consigliabile è senz’altro il catamarano: la sua stabilità, la sua larghezza e gli ampi spazi per la vita comune ne fanno il mezzo ideale per navigare nelle Eolie che, per la conformazione dovuta all’origine vulcanica, hanno pareti a picco, non molte baie e pochissimi porti. La maggior parte delle soste, quindi, si fanno in rada e il catamarano non subisce il beccheggio e il rollio provocati dalle onde. Il Lagoon 620 Kaskazi Four, in particolare, ha una larghezza di 10 metri, cinque cabine doppie ed è fornito di attrezzature superiori a quelle di yacht di pari dimensioni (tender semirigido con motore fuoribordo di 60 hp, equipaggiamento per lo snorkeling, paddle board, attrezzatura da pesca d’altura, canoa e sci d’acqua). Ma soprattutto vanta un equipaggio eccellente conoscitore di quest’area, selezionato con cura per soddisfare al meglio le esigenze degli ospiti. Ed è proprio questo dettaglio a farne la scelta perfetta per un charter in barca a vela. Francesco Rinauro vive e naviga in questo arcipelago da oltre 30 anni e ne conosce ogni angolo. Coltiva la passione per queste isole, insignite del titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco, sin da piccolo, come quella per il mare, la navigazione, la natura e la geologia, tramandatagli dalla madre – insegnante di scienze naturali –, dal padre – ingegnere navale e geologo – e prima ancora dal nonno, capitano di Marina. Insomma, delle Eolie, Francesco conosce ogni scoglio, sa in quale angolo di questo Paradiso è meglio trovarsi in qualsiasi ora del giorno, ma nonostante ciò, e grazie alla sua curiosità innata, è spinto a scoprire ogni volta qualcosa di nuovo. Gli itinerari proposti da Rinauro, quindi, sono sempre diversi, mai stereotipati e vanno incontro ai gusti di tutti gli ospiti. Perché l’aspirazione di Francesco, insieme al fratello Renato, co-skipper, e a Nadyia, la cuoca di bordo, è quella di accontentare ogni ospite, unendo potenzialmente più crociere in una. Le sue sono proposte uniche, autentiche, pensate nel rispetto della tradizione del posto.
Ecco tre itinerari tipo che può suggerire Francesco Rinauro.

IL FASCINO DELL’ARCHEOLOGIA
Su isole in cui i primi insediamenti umani risalgono a oltre 7000 anni fa, le tracce del passato si possono scovare ovunque. Ne è testimone il Museo archeologico Luigi Bernabo Brea di Lipari, che sorge sul roccione riolitico del “Castello” dell’isola ed è costituito da cinque sezioni in cui sono esposti reperti che risalgono al Neolitico e che arrivano fino all’epoca classica e a periodi più recenti. Una visita a questo complesso museale, uno dei più importanti del Mediterraneo, dà la giusta infarinatura per immergersi nella storia dell’arcipelago e per poter cogliere l’essenza delle testimonianze del passato che si incontrano durante il charter.
Come il Villaggio preistorico di Capo Milazzese, a Panarea, nelle vicinanze dell’insenatura di Cala Junco: la passeggiata per arrivarvi è molto suggestiva, immersa nella macchia mediterranea e con una vista mozzafiato, perché si snoda lungo sentieri che risalgono il promontorio a strapiombo sul mare. L’insediamento, risalente all’Età del Bronzo, era costituito da 23 capanne, di cui rimangono le fondazioni ovali; dagli scavi sono emerse ceramiche d’influenza minoica e strumenti custoditi nel museo di Lipari.
Da visitare anche il Villaggio preistorico di Capo Graziano, a Filicudi, con i resti di 27 capanne circolari risalenti all’Età del Bronzo, delle macine con cui si lavorava il grano e di un pozzo con cui raccoglievano l’acqua piovana. Poco più in alto rispetto al villaggio, nascosta tra gli arbusti, si trova anche un’ara sacrificale ben conservata della quale, osservandola, si possono intuire il sito in cui si sistemava il collo dell’animale e la vaschetta in cui si raccoglieva il sangue che poi confluiva in una canaletta ancora visibile. Una “scoperta” che vale da sola la salita oltre gli scavi.
«Un’esperienza unica nel suo genere si può vivere anche sull’isolotto di Basiluzzo, di fronte a Panarea», racconta il comandante di Kaskazi Four. «Lungo le sue pareti di roccia verticali si snoda una piccola salita con scalini scavati nella roccia, che si pensa venisse usata già nel Neolitico. Non la si trova facilmente: bisogna sapere dov’è, ma la fatica viene presto premiata. Durante la passeggiata, infatti, osservando un piccolo corso d’acqua scavato dalle piogge, si possono riconoscere resti di tutte le epoche passate, dalle punte di frecce di ossidiana del Paleolitico ai cocci di vasi necrologici degli Antichi Greci, fino alle schegge di bombe e granate della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Il tutto nella stessa stratificazione, senza bisogno di scavare a diverse profondità: è come vedere trascorrere la Storia tutta insieme. Accanto sorgono anche i resti di tre ville romane a cielo aperto, con quel che rimane dei pavimenti in mosaico e degli intonaci colorati».
Per gli amanti dell’archeologia “moderna”, infine, non può mancare una visita alle cave di pomice a Lipari, dove si trova la vecchia industria abbandonata.

ALLA SCOPERTA DEL MONDO SOTTOMARINO
Le Eolie sono anche il paradiso per i subacquei e gli amanti dello snorkeling. I suoi splendidi fondali, le acque così pescose e alcuni resti sommersi da migliaia di anni ne fanno una meta molto ambita.
In particolare sono due le immersioni da non perdere. La prima è a Strombolicchio. Questo collo vulcanico di fronte Stromboli (una sorta di tappo di magma che riaffiora a seguito dell’erosione del cono vulcanico, ndr) ha pareti di 50 metri che scendono a picco nel mare: il colore quasi bianco della roccia solidificata, l’acqua trasparente che lascia intravedere il fondo da un lato e la parete che sembra tuffarsi a strapiombo fino a 3000 metri di profondità dall’altro rendono questo luogo un punto meraviglioso per fare diving. A Francesco Rinauro piace portare i propri ospiti a circumnavigare l’isolotto con maschere e pinne: in queste occasioni è facile avvistare banchi di tonni, cernie giganti, saraghi, orate e persino barracuda.
Al largo di Panarea, invece, è d’obbligo immergersi per visitare il relitto di una nave a vapore che risale al 1800 e di cui si possono osservare ancora i serbatoi di alimentazione. Per rimanere in ambito archeologico, non può mancare un tuffo nelle acque di Basiluzzo, per vedere i resti sommersi di edifici portuali e magazzini dell’epoca romana, e nei pressi della Grotta dei Gamberi a Filicudi dove, previa prenotazione che effettuerà il comandante se avvisato in tempo, si possono anche raggiungere i relitti di alcune navi romane con ancora le anfore a bordo.
Spettacolari anche le immersioni nei dintorni della piccola isola di Lisca Bianca, nei pressi di Panarea: nelle acque di fronte alla cava di caolino si trovano dei soffioni termali che creano un paesaggio sottomarino da favola, fatto di acque dalle mille sfumature, bolle e pesci colorati.
Un altro bagno da mettere in lista è quello che si può fare lungo la navigazione tra Salina e Panarea: qui si trova la Secca del Capo, un edificio vulcanico sommerso dove nuotare tra banchi di ricciole e, se si è fortunati, di delfini. Un’esperienza meravigliosa, degna di Jacques Cousteau.
Un servizio in più di cui possono godere gli ospiti di Kaskazi Four è prenotare immersioni guidate in uno dei centri diving: una barca raggiungerà il catamarano con tutte le attrezzature per vere e proprie “escursioni” sottomarine con istruttori specializzati, e in compagnia ovviamente di Francesco Rinauro.

RELAX E BENESSERE
Cosa c’è di meglio di una crociera charter in mezzo alla natura e all’insegna del benessere? A bordo di Kaskazi Four tutto è possibile: anche abbinare una dieta macrobiotica studiata ad hoc dalla cuoca Nadyia a sedute di massaggi, agopuntura e lezioni di yoga a bordo.
Il comandante Francesco, inoltre, vi condurrà in baie e spiaggette sconosciute ai più per vere e proprie esperienze termali alternative a quelle solitamente proposte ai turisti di massa. A Vulcano, per esempio, invece dei “soliti” fanghi, Francesco preferisce portare i propri ospiti in un isolotto con piccole grotte in cui entrare per bagni nell’acqua calda termale.
A Panarea, invece, la meta favorita di Rinauro è Lisca Bianca, dove si trova una cava di caolino. Il caolino è un’argilla bianca impalpabile, quasi saponosa, molto usata nella manifattura della porcellana: a questo minerale argilloso sono state riconosciute anche proprietà benefiche per la salute e per il corpo; in particolare fa molto bene alla pelle, che lascia liscia e molto morbida. Con Francesco, quindi, si può raggiungere la spiaggia, forniti di bottigliette di acqua e attrezzi per scavare, e preparare una “pasta” di caolino da spalmare sul corpo. Una volta fatta asciugare, il passo successivo è tuffarsi in mare e nuotare fino ai soffioni termali poco distanti per un idromassaggio naturale.

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